Un cambiamento di prospettiva sulla questione giovanile in Italia
di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Stamattina al Cnel si è parlato di un tema di cui il nostro sindacato si occupa spesso: la necessità in includere di più e meglio le nuove generazioni nel mondo del lavoro e nella società, con la presentazione a villa Lubin del primo rapporto dedicato a «L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati». Uno studio anticipato dal presidente Brunetta anche in un’intervista al Sole 24 Ore, descrivendo i dati raccolti e la strategia del Cnel per rendere l’Italia più attrattiva per i giovani, soprattutto quelli delle economie più sviluppate. L’obiettivo è quello di ribaltare la situazione attuale, nella quale il nostro Paese – e il Mezzogiorno in particolare – non è considerato un punto di arrivo ambito, né dai giovani nati in Italia, né, tantomeno, da quelli stranieri maggiormente formati e provenienti da Stati avanzati, che preferiscono altre mete. Il Cnel ha calcolato che tra il 2011 e il 2024 hanno deciso di trasferirsi altrove 630mila giovani italiani, con una perdita per il Paese in termini economici stimabile in 159,5 miliardi di euro. Le cause di questa mancanza di appeal dell’Italia sono diverse: dai bassi salari, alla mancanza di meritocrazia, dalle scarse prospettive di carriera all’alto costo della vita, specie delle abitazioni, una qualità della vita ed un welfare non soddisfacenti, i ritardi strutturali in innovazione e ricerca, una pubblica amministrazione non abbastanza semplice ed efficiente. Non si tratta, come sottolinea giustamente Brunetta, solo di dedicare alla risoluzione di queste criticità delle risorse economiche, perché serve soprattutto una visione ed un coordinamento efficace tra le Istituzioni e le Parti Sociali. Altrettanto condivisibile l’intenzione di cambiare prospettiva sui Neet, ossia i giovani tra 15 e 29 che non lavorano e non studiano e che attualmente in Italia sono 1,3 milioni, secondo i dati Ocse. Giovani – stesso discorso per le tante donne ancora ai margini del mercato del lavoro – da considerare, attraverso un cambiamento di prospettiva e quindi di azione, come un “serbatoio” di crescita potenziale, per un Paese che ha bisogno della loro energia, e quindi da reinserire attraverso programmi di formazione adeguati e conformi alle esigenze delle imprese, a loro beneficio e nell’interesse generale, dato che un massiccio ingresso di queste forze nel mondo produttivo potrebbe garantire all’Italia, sempre secondo l’Ocse, «il maggiore incremento del Pil pro capite tra tutti i Paesi europei», trasformando un problema in un’opportunità, per tutti.
Appuntamento alla Nuvola
Inizia oggi e prosegue fino all’8 dicembre la fiera nazionale della piccola e media editoria «Più libri più liberi», che si terrà a Roma all’interno della Nuvola dell’Eur. Anche quest’anno, è presente, all’interno della kermesse, uno stand – il numero C 69 – della casa editrice dell’Ugl, Edizioni Sindacali, con la rivista Pagine Libere e tutte le altre nostre pubblicazioni e libri sul mondo del lavoro e sulle più attuali tematiche economiche e sociali, oltre ai podcast con autorevoli esponenti del mondo politico, sociale e culturale.