Un’occasione che offre l’opportunità di fare un bilancio sui progressi compiuti nel corso del tempo e capire cosa e quanto c’è ancora da fare, ad esempio, dalla scuola al mondo del lavoro
Si celebra oggi la “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, dedicata quest’anno al tema “Promuovere società inclusive nei confronti delle persone con disabilità per favorire il progresso sociale”. Si tratta di un’occasione che offre l’opportunità di fare un bilancio sui progressi compiuti nel corso del tempo e capire cosa e quanto c’è ancora da fare, ad esempio, dalla scuola al mondo del lavoro (in Italia, risulta occupato soltanto il 33,5% delle persone tra i 15 e i 64 anni con gravi disabilità). A livello globale, la disabilità coinvolge milioni di persone – oggi l’Eurostat scrive che nell’Unione europea circa un quarto delle persone di età pari o superiore a 16 anni aveva una disabilità, nel 2024 -, alcune delle quali sono giovanissime: «L’Unicef ricorda che un bambino su dieci nel mondo, ovvero quasi 240 milioni di bambini, ha una disabilità», ha sottolineato il presidente dell’Unicef Italia, Nicola Graziano, invitando le istituzioni italiane, la società civile e l’opinione pubblica ad «essere più attente, per sostenere le famiglie e garantire i diritti di questi minorenni», spesso penalizzati rispetto ai coetanei sia tra i banchi di scuola – in Italia sono circa 359 mila gli alunni con disabilità che frequentano le scuole di ogni ordine e grado, secondo l’Istat – che nel tempo libero, vedendosi negare a volte il diritto allo sport e alla partecipazione. «Ribadiamo il nostro impegno per una scuola realmente inclusiva, capace di valorizzare i talenti di ogni studentessa e ogni studente», ha scritto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ricordando in un post affidato ai social che «per la prima volta quest’anno i genitori hanno potuto confermare il docente precario di sostegno per i loro figli garantendo la continuità didattica, nel frattempo abbiamo anche avviato un grande piano di abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole, di specializzazione dei docenti di sostegno e di assunzione di precari». «Proseguiremo con sempre maggiore determinazione lungo queste direttrici per realizzare le finalità della nostra scuola costituzionale», ha concluso.