Causa contro Coca-Cola, Nestlé e Kellogg’s. È la città di San Francisco a promuovere l’iniziativa, «unica» nel suo genere

L’accusa è pesante e, allo stesso tempo, interessante per un Paese come l’Italia, impegnato a fare delle sue innumerevoli eccellenze agroalimentari molto di più di un semplice fiore all’occhiello da mostrare per le buone occasioni. Secondo il procuratore della città di San Francisco, David Chiu, Kraft Heinz, Coca-Cola, Nestlé e Kellogg’s «hanno creato una crisi di salute pubblica con la progettazione e la commercializzazione di alimenti ultra-processati», ha affermato. Sì, avete capito bene, è proprio la città di San Francisco a intentare una causa contro i colossi produttori di alimenti che, secondo gli esperti sanitari, hanno portato milioni di americani all’obesità in decenni di consumi eccessivi. Una causa – riporta l’agenzia Agi – unica nel suo genere. Non si fa, di certo, fatica a credere che questo cibo, definito «ultraprocessato» e bandito da qualsiasi dieta abbia intenti salutisti e salutari, contenga coloranti, esaltatori di sapidità, dolcificanti, addensanti, agenti schiumogeni ed emulsionanti. Cibo che non può essere (ri)prodotto in casa. «Gli americani vogliono evitare i cibi ultra-processati, ma ne siamo inondati». Queste aziende, è la tesi dell’accusa, «hanno preso il cibo e lo hanno reso irriconoscibile e dannoso per il corpo umano». Gli alimenti ultra-processati, tra cui caramelle, patatine, bibite e cereali per la colazione, «sono solitamente realizzati con ingredienti scomposti, modificati chimicamente e combinati con additivi artificiali». Cibo “frankenstein”, insomma, da cui come Italia dovremmo e siamo pronti a difenderci e a distinguerci.

Ddl Agroalimentare e il Codice Penale: il disegno di legge, atteso da 10 anni, sui reati agroalimentari approvato dal Senato è un passo storico nella protezione di un patrimonio che si aggira intorno ai 707 miliardi di euro. Il Codice Penale ora ha un Capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare

Patrimonio, che cos’è la Dop Economy: il termine Dop economy è stato introdotto per la prima volta nel 2018 da Mauro Rosati, esperto dell’agroalimentare, e sta ad indicare è il sistema dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli che possiedono marchi di indicazione geografica come DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e STG (Specialità Tradizionale Garantita).