di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Le ultime rilevazioni diffuse dall’Istat sul mercato del lavoro attestano una nuova crescita sul fronte dell’occupazione: nel mese di ottobre 2025 gli occupati hanno raggiunto, infatti, quota 24 milioni e 208mila, con un aumento di 75mila unità rispetto al mese precedente, di 224mila su base annua. Il tasso di occupazione è salito al 62,7%, mentre il numero delle persone in cerca di un impiego è sceso del 3,7%, pari a -59mila unità, portando la disoccupazione al 6,0%. Si tratta di una tendenza ormai consolidata e che sta coinvolgendo entrambi i generi e tutte le fasce d’età. Da attenzionare solo il dato sui giovani, con, da un lato, il tasso di disoccupazione che si è ridotto al 19,8%, in calo di quasi due punti, ma, dall’altro, con alcune criticità che permangono: il lieve arretramento dell’occupazione nella fascia 25-34 anni e la crescita del numero degli inattivi. Il quadro complessivo, in ogni caso, è decisamente favorevole e indica un mercato del lavoro più dinamico, rafforzato soprattutto dall’aumento dell’occupazione stabile. Non sorprende, quindi, che il Governo abbia accolto questi dati con favore, come dimostrano le parole del Ministro del Lavoro, Marina Calderone, che ha definito questi numeri «molto positivi», sottolineando l’efficacia delle misure adottate dall’Esecutivo negli ultimi tre anni. In questo scenario, come Ugl, riteniamo che i dati Istat rappresentino davvero «segnali incoraggianti» per il mondo del lavoro italiano, testimoniando una tendenza di crescita che si sta consolidando nel tempo, sia in termini di crescita dell’occupazione stabile, sia nella riduzione delle aree di maggiore fragilità del mercato del lavoro, grazie all’efficacia delle misure messe in campo. L’impatto delle politiche attive e degli interventi sulla formazione si sta rivelando significativo, contribuendo a creare nuove opportunità e a rafforzare la partecipazione al lavoro. È fondamentale proseguire su questa strada, puntando sui processi di transizione in atto, dalla digitalizzazione alla trasformazione industriale, per rilanciare ulteriormente il mercato del lavoro e intercettare la domanda crescente di nuove competenze da parte delle imprese. Investire in formazione, riqualificazione e strumenti di accompagnamento al lavoro significa sostenere lo sviluppo del Paese e garantire occupazione di qualità, da inserire all’interno di una visione industriale ed infrastrutturale capace di valorizzare il sistema Paese. In questa fase, più che mai, è fondamentale mantenere un dialogo serio e costruttivo tra Governo e parti sociali. L’Ugl continua a ritenere questo confronto uno strumento indispensabile per promuovere crescita, buona occupazione e benessere diffuso. Investire nelle persone e nella qualità del lavoro è la strada per rendere il miglioramento di oggi una prospettiva stabile per il domani.