La reazione del Cremlino: «Irresponsabili»

Un’intervista al Financial Times del presidente del comitato militare della Nato, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha sollevato un polverone. Poche parole che hanno spinto il Cremlino a denunciare «un’escalation». Andiamo con ordine, però. Parlando al quotidiano britannico, Dragone non ha escluso «un attacco preventivo» informatico dell’Alleanza Atlantica contro la Russia in reazione alla guerra ibrida scatenata dal Cremlino contro l’Occidente. «Stiamo studiando tutto sul fronte informatico, siamo in un certo senso reattivi. Essere più aggressivi o proattivi invece che reattivi è qualcosa a cui stiamo pensando», ha detto, spiegando che «un attacco preventivo» potrebbe essere considerato «un’azione difensiva». «È più lontano dal nostro normale modo di pensare», ha comunque voluto precisare. La replica di Mosca non è tardata ad arrivare, affidata alla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: «Riteniamo che la dichiarazione di Giuseppe Cavo Dragone sui potenziali attacchi preventivi contro la Russia sia un passo estremamente irresponsabile, che dimostra la volontà dell’alleanza di continuare a muoversi verso un’escalation». Nel frattempo il dialogo tra gli attori coinvolti non si è arrestato: all’indomani dei colloqui a Miami tra la delegazione ucraina e i rappresentanti degli Usa – stando al portale Axios, solitamente molto informato sui retroscena della Casa Bianca, gli States starebbero continuando a fare pressione su Kiev affinché ceda il controllo del Donbass alla Russia -, il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, è stato ricevuto dal presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Domani sarà Steve Witkoff, inviato speciale per gli Stati Uniti in Medio Oriente e per le missioni di pace, ad essere accolto dal leader del Cremlino, Vladimir Putin, a Mosca.