Forte attenzione alle assunzioni di personale nei punti unici di accesso

Si è svolta nel pomeriggio di venerdì, la riunione della Rete della protezione e dell’inclusione sulla bozza di nuovo Piano nazionale per la non autosufficienza, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. La Rete è stata istituita ai sensi del decreto legislativo 147/2017 e vede la partecipazione dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle principali espressioni del terzo settore, oltre che delle istituzioni coinvolte. Nell’occasione si è parlato del nuovo Piano per la non autosufficienza che, almeno sulla carta, è destinato ad abbracciare il periodo 2025-2027. Considerando i mesi passati, il Piano stesso chiarisce, da subito, che le azioni per l’anno in corso sono in continuità con quelle adottate con il precedente Piano 2022-2024; del resto, lo slittamento temporale è abbastanza comune, quando si parla di politiche sociali, stante le differenti competenze in capo allo Stato e alle Regioni e la necessità di allineare le attività poste in essere dagli ambiti territoriali sociali e dalle Asl in ambito sanitario. Sono nove i capitoli che compongono il Piano, i quali recepiscono, fra le altre cose, alcune novità normative intercorse negli ultimi mesi. Oltre ad individuare gli interventi da assicurare nell’ottica dei livelli essenziali delle prestazioni, il Piano interviene pure sul personale dipendente, comprese le assunzioni presso i punti unici di accesso.