Una piaga senza confini: ogni 10 minuti (2024) una donna nel mondo uccisa da una persona a lei cara
Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. È una piaga sociale che non conosce, purtroppo, confini: secondo il rapporto Onu basato su 117 Paesi, nel 2024, si sono verificati oltre 50.000 femminicidi all’anno, 137 al giorno. La violenza sulle donne è considerata una delle emergenze umanitarie più gravi e trasversali a livello globale. Ogni 10 minuti, sempre nel 2024, una donna da qualche parte nel mondo veniva uccisa da una persona a lei cara, partner o ex, o parenti stretti. Il rapporto rileva che il 60% delle donne uccise nel mondo è stato vittima di partner o parenti come padri, zii, madri e fratelli.
Solo l’11% delle vittime maschili di omicidio è stato ucciso da qualcuno di intimo.
Il totale delle vittime femminili è leggermente inferiore a quello del 2023, ma soltanto perché deriva in gran parte dalle differenze nella disponibilità dei dati da Paese a Paese. Dunque, può essere anche sottostimato. Così, anche «la casa continua a essere il luogo più pericoloso per donne e ragazze in termini di rischio di omicidio», riporta lo studio dell’ONU.
Qualche giorno fa, il rapporto Istat “Sicurezza delle donne”, era in linea con quanto avviene nel resto del mondo: in Italia gli stupri sono commessi soprattutto dai partner, attuali o ex, responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, ben oltre il 50% (fatta eccezione per le minacce) e di alcuni tipi di violenza sessuale, come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati e subiti per paura delle conseguenze. Il 63,8% degli stupri, infatti, è opera di partner (il 59,1% degli ex, il 4,7% del partner attuale), il 19,4% di un conoscente e il 10,9% di amici. Solo il 6,9% è stato opera di estranei. Sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale a partire dai 16 anni di età: il 18,8% (circa 3 milioni e 764mila) ha subito violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali.
Dal 2014 ad oggi, nonostante tutte le misure intraprese, in Italia i numeri restano stabili. Ciò significa che il sistema giuridico, sia in termini di diritto penale sia civile, e le politiche di prevenzione non sono abbastanza efficaci da riuscire ad imprimere un’inversione di tendenza. Inutile dire che serve l’impegno di tutti, nessuno escluso.