L’Ucraina, tra piano Usa e contropiano Ue. Trump aveva fissato la scadenza dei negoziati per giovedì. Ma qualcosa è cambiato

La «scadenza del 27 novembre, anzi l’ultimatum, che Donald Trump aveva dato al leader ucraino, Volodymyr Zelensky, per accettare il piano di pace, potrebbe essere prorogata di un’altra settimana», questa la novità emersa dai negoziati di pace in corso a Ginevra, tra Usa e Ucraina. Sembrava una scadenza inderogabile, e invece: colpo di scena. L’Europa – o una parte di essa – ha cercato, ieri, di entrare in partita presentando ieri un contropiano di pace, realizzato da una delegazione composta da Germania, Francia e Regno Unito, più digeribile per l’Ucraina rispetto a quello dalla Casa Bianca, che, qualcuno ha insinuato, sembrerebbe essere stato suggerito dalla Russia. Ma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che Mosca «non ha ricevuto alcuna informazione» sugli esiti dei colloqui di ieri in Svizzera. Zelensky, da parte sua, non ha fatto altro che ringraziare gli Usa e il presidente degli Stati Uniti «per i loro instancabili sforzi volti a porre fine alla guerra e alla perdita di vite umane» e che «Ucraina e Stati Uniti hanno concordato di proseguire l’intenso lavoro sulle proposte congiunte nei prossimi giorni. Rimarranno inoltre in stretto contatto con i loro partner europei man mano che il processo avanza». Ma «le decisioni definitive in questo ambito saranno prese dai presidenti di Ucraina e Stati Uniti». I punti più controversi del testo Usa riguardano la eventuale riabilitazione diplomatica di Vladimir Putin e i territori che Kiev dovrebbe lasciare a Mosca, mentre il contropiano della delegazione europea avrebbe smussato alcuni punti. Così anche secondo la premier italiana, Giorgia Meloni, «nel piano americano ci sono alcuni punti che sicuramente devono essere oggetto di discussione: la questione dei territori, la questione del finanziamento per la ricostruzione, la questione dell’esercito ucraino». Tuttavia, «ci sono anche molti punti che considero particolarmente positivi, in tema soprattutto di garanzie di sicurezza», fermo restando che «non credo che il tema sia lavorare su una totale controproposta». «Penso che si possa fare un lavoro positivo, siamo sicuramente tutti impegnati per arrivare a una proposta che possa essere più possibile vicina a quello che serve per avere un’Ucraina indipendente e sovrana e per avere una sicurezza anche per l’Europa», rivendicando allo stesso tempo l’impegno per «una discussione che è quella che stiamo intavolando con i nostri partner europei, con la Nato, con gli americani e con gli ucraini», ha sottolineato la presidente del Consiglio.