Tendenze demografiche
Un’analisi più dettagliata, condotta a livello di Ats e riferita al decennio 2012-2022, permette di cogliere con maggiore precisione le differenze territoriali sotto il profilo strategico e demografico. Il contesto nazionale è, infatti, caratterizzato da un saldo demografico negativo superiore al 2% nell’ultimo decennio, fattore che, al contempo, condiziona fortemente la capacità di mantenere e sviluppare l’offerta dei servizi sociali e che è sintomo di potenziale aumento della domanda. La classificazione delle Ats in base all’andamento congiunto di demografia e spesa consente di individuare situazioni diversificate: si riscontrano ambiti in “difficoltà strutturale”, nei quali al calo demografico si accompagna una riduzione della spesa sociale; ambiti in “equilibrio fragile”, caratterizzati da stagnazione sia demografica sia di spesa; e “ambiti resilienti”, che pur registrando un calo della popolazione hanno aumentato gli investimenti in politiche sociali. Queste tre tipologie, che insieme rappresentano circa metà degli ambiti italiani, si concentrano prevalentemente nel Mezzogiorno, ma risultano presenti anche in alcune regioni del Centro, come Umbria e Marche, e in quattro regioni del Nord, vale a dire Liguria, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Veneto. Le situazioni più dinamiche e proattive, caratterizzate da una crescita congiunta della popolazione e della spesa sociale, appaiono invece più rare e distribuite in modo irregolare sul territorio, con una maggiore incidenza in Lombardia