Forte attesa per le misure agevolative che entreranno in vigore il prossimo anno

Il ministero del lavoro pubblica il rapporto aggiornato sui contratti di produttività sottoscritti nel nostro Paese e depositati. Si tratta di un atto formale, quello del deposito, in quanto è da tale atto che derivano i benefici di legge, ma che ha anche un forte valore in sé poiché permette di comprendere meglio quelle che sono le dinamiche della contrattazione collettiva. La detassazione degli accordi di produttività ha ormai una lunga tradizione alle spalle, ma, negli ultimi tre anni, ha conosciuto un nuovo forte impulso per effetto delle misure introdotte dal governo, su richiesta, in particolare, di alcune sigle sindacali, come la Cisl e la Ugl. Ad oggi, sono poco più di 19mila i contratti depositati e attivi che coprono una platea di oltre 5 milioni di lavoratori che beneficiano di un premio medio vicino ai 1.610 euro. Su tale somma, fino al prossimo 31 dicembre, si applica una aliquota sostitutiva del 5%; a partire dal 1° gennaio, se non ci saranno modifiche alla legge di bilancio, l’aliquota scenderà all’1% e sarà applicabile su una quota di reddito fino a 5mila euro, un vero salto di qualità rispetto al passato. Resta, però, l’enorme scoglio rappresentato dalla differente diffusione territoriale: il 73% degli accordi è riferito ad aziende del Nord, mentre il Sud pesa per appena il 10%. Indietro anche regioni come il Lazio, con appena 273 contratti collettivi sottoscritti e attivi.