di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
I dati diffusi dall’Inps sui lavoratori dipendenti del settore privato, relativi al 2024, offrono un quadro incoraggiante sullo stato dell’occupazione nel nostro Paese. L’aumento del 2% degli occupati in questo settore, che raggiungono la soglia dei 17,7 milioni, conferma la tenuta del sistema produttivo, nonostante un contesto internazionale complesso, e attesta l’efficacia delle misure adottate dal Governo in questi anni. A questo risultato si accompagna un ulteriore dato positivo: la crescita delle retribuzioni medie annue del 3,4%. Siamo di fronte, quindi, ad elementi concreti che testimoniano come incentivi mirati, politiche attive rafforzate e riforme strutturali abbiano contribuito a riattivare energie economiche e sociali, creando nuove opportunità di lavoro, non solo indicando che gli interventi messi in campo hanno sostenuto l’occupazione, ma anche che hanno iniziato a incidere sulla qualità del lavoro e sul potere d’acquisto dei salari. La scelta di rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale ha avuto un ruolo determinante, perché ridurre il peso contributivo per i lavoratori significa sostenere le famiglie, mentre per le imprese rappresenta un incentivo concreto a investire e ad assumere. Così come un altro strumento che sta mostrando la sua utilità è la piattaforma Siisl, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa, che consente di migliorare l’incontro tra domanda e offerta, rendendo più efficaci le politiche attive e favorendo percorsi occupazionali più stabili. In un mercato in continua evoluzione, digitalizzare e rendere trasparenti i servizi per il lavoro è una scelta strategica che va nella giusta direzione. Accanto a questi segnali positivi, restano però alcune criticità da non ignorare: l’aumento dei rapporti intermittenti, che richiede attenzione, così come la forte disparità salariale tra uomini e donne, che arriva a sfiorare gli 8mila euro annui considerando la diffusione del part-time femminile e le difficoltà di carriera e riconfermando l’attualità del tema della conciliazione tra vita privata e professionale per le lavoratrici, da affrontare con misure mirate, capaci di promuovere reale inclusione e pari opportunità. Allo stesso modo, bisogna ancora vigilare sui rinnovi contrattuali e lavorare affinché gli incrementi retributivi possano distribuirsi in modo più omogeneo tra settori e territori, perché il Paese continua a presentare differenze significative, con alcune aree che faticano più di altre a beneficiare della crescita in atto. Per andare avanti su questa strada positiva è fondamentale proseguire nel dialogo tra Governo e parti sociali: solo attraverso tavoli di confronto strutturati sarà possibile consolidare i progressi ottenuti e migliorare ancora, accrescere il potere d’acquisto dei salari e valorizzare il ruolo dei lavoratori all’interno del sistema produttivo italiano.