Quanto vale l’italian sounding? 120 miliardi. E scoppia “il caso” politico

Ha raccontato in un post il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che sugli scaffali del market del Parlamento europeo ha trovato una serie di salse e sughi che richiamano alcune delle più note specialità nazionali, dalla carbonara all’arrabbiata.
Il conto è presto fatto, ha risposto Coldiretti: lo scandalo dei falsi prodotti italiani costa al nostro Paese 120 miliardi di euro l’anno. I maggiori falsificatori sono i Paesi industrializzati, con gli Stati Uniti “leader” della falsificazione. Le imitazioni dei formaggi italiani sono molto diffuse dall’Australia al Sud America e sul mercato europeo. È il cosiddetto “italian sounding”: due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi senza alcun legame produttivo e occupazionale con il nostro Paese. Tra i più falsificati: Parmigiano Reggiano e Grana Padano, mozzarella, provolone, gorgonzola, pecorino romano, Asiago e fontina. Tra i salumi, San Daniele e mortadella. Persino gli ortaggi.
Una ricchezza immensa, sottratta e contraffatta, che non può non diventare un caso politico. Infatti, l’europarlamentare di FDI-ECR, Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia e coordinatore ECR in Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo, ha dichiarato: «Nelle prossime ore invieremo una lettera alla presidente Roberta Metsola a tutela dei prodotti e delle aziende italiane», «secondo il Regolamento 1169 del 2011 sull’etichettatura alimentare, l’utilizzo improprio di simboli o evocazioni può configurare una pratica ingannevole e quindi perseguibile. È inaccettabile che questa pratica trovi spazio proprio all’interno dell’istituzione che dovrebbe garantire il rispetto delle norme sulla corretta informazione ai consumatori».