Ancora “sbilanciate” le retribuzioni delle donne. Equal Pay Day 2025: da oggi fino al 31 dicembre le donne “lavorano gratis”
Oggi è la Giornata europea per la parità retributiva (Equal Pay Day) e non c’è nulla da festeggiare. È stato calcolato infatti che dal 17 novembre fino al 31 dicembre le donne lavoreranno, simbolicamente, “gratis”. Nel senso che, secondo la Commissione Ue, in media le donne europee guadagnano il 12% in meno degli uomini – in Italia la forbice si allarga al 16% – e tutto ciò, quantificando, equivale a 56 giorni di lavoro non retribuito. La Commissione europea ricorda questo giorno ogni anno per continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema e, attenzione, questa non è una data fissa, ma cambia a seconda dell’ultimo dato di divario retributivo di genere dell’UE. Diverse le cause di questa, ad oggi, incolmabile diversità: la sovrarappresentazione delle donne (24%) in settori relativamente poco retribuiti, come assistenza, sanità e istruzione, il maggiore ricorso al part-time (28% delle donne sull’8% degli uomini), scelta a sua volta dipendente da altri tipi di disparità (cura della famiglia), per la differenza retributiva tra uomini e donne nel settore privato rispetto al pubblico, ma anche perché, paradossalmente, studiare rende meno alle donne che agli uomini. I dipendenti uomini hanno retribuzioni medie annue sempre superiori alle donne, con un divario che aumenta al crescere del livello di istruzione: si ferma al 19,9% tra i dipendenti con al massimo la licenza media, sale al 20,5% se l’istruzione è secondaria superiore e raddoppia, raggiungendo il 39,9%, per l’istruzione terziaria. Secondo l’ultima rilevazione dell’Istat (2025), in azienda, un impiegato laureato guadagna in media 4.800 euro lordi in più all’anno rispetto a una collega con lo stesso livello di istruzione.
Curiosità: la differenza fra pubblico e privato
Il divario retributivo nel settore privato si attesta al 15,9%, nel pubblico scende al 5,2%. Nel pubblico, le donne sono la maggioranza dei dipendenti (55,6%), godono di un livello di istruzione più elevato e percepiscono la retribuzione oraria più alta: per le laureate, la retribuzione oraria raggiunge i 23 euro, ben 6,9 euro in più rispetto alle laureate del settore privato.