I dubbi di Salvini: «Non penso che l’invio di altre armi risolverà il problema». Crosetto: «Cerchiamo di aiutare i civili che subiscono il 93% degli attacchi russi»
«Continueremo a sostenere l’Ucraina che è ancora sotto attacco da parte russa, è giusto garantire sicurezza e indipendenza di un paese che è stato aggredito». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, a margine del Tavolo interistituzionale di coordinamento anti-corruzione internazionale, che si è svolto oggi a Roma, annunciando inoltre che è già pronto un nuovo pacchetto di aiuti dell’Italia a Kiev «che firmeremo nelle prossime ore». «Dobbiamo lavorare per costruire la pace, siamo assolutamente convinti che si possano fare dei passi avanti», ha perciò aggiunto il ministro. Sul tema è poi intervenuto anche l’altro vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, da Napoli. «Mi sembra che stiano emergendo gli scandali legati alla corruzione, poi coinvolgono il governo ucraino, quindi non vorrei che con quei soldi dei lavoratori, dei pensionati italiani si andasse ad alimentare ulteriore corruzione», i dubbi espressi da Salvini. «La soluzione – ha aggiunto Salvini – è quella indicata dal Santo Padre, da Trump. Dialogo, mettere intorno a un tavolo Zelensky e Putin e far tacere le armi. Non penso che l’invio di altre armi risolverà il problema, mi sembra che quello che sta accadendo nelle ultime ore con le avanzate delle truppe russe, ci dica che è interesse di tutti, in primis dell’Ucraina, fermare la guerra». Da Berlino, impegnato alla Riunione del Gruppo dei Cinque dei ministri della Difesa, è arrivata infine la replica di Guido Crosetto: alla Riunione del Gruppo dei Cinque (Group of Five -GoF) dei ministri della Difesa: «Capisco le preoccupazioni di Salvini, ma io non giudico un paese per due corrotti esattamente come gli americani e gli inglesi sbarcati in Sicilia non hanno giudicato l’Italia per la presenza della mafia, ma sono venuti ad aiutare gli altri italiani, quelli onesti. Esattamente quello che facciamo anche noi in Ucraina, cerchiamo di aiutare i civili che subiscono il 93% degli attacchi russi».