Usa, fine dello shutdown più lungo della storia
Dopo il voto favorevole della Camera sul pacchetto già approvato dal Senato, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato il provvedimento che mette fine allo shutdown più lungo della storia americana. «Oggi stiamo inviando un chiaro messaggio, che non cederemo mai al ricatto», ha detto Trump alludendo ai dem. Sono stati, infatti, oltre 54 i giorni di caos. La paralisi di alcuni importanti servizi, in un mondo globalizzato, di una superpotenza come gli Usa può arrivare ovunque e in primis nei mercati finanziari, arrivando anche a mettere in crisi il trasporto aereo, avviato nei giorni scorsi verso la paralisi, con migliaia di voli cancellati e il caos negli aeroporti.
Ecco perché, durante la cerimonia che si è tenuta presso la Sala Ovale, Trump si è scagliato contro i Democratici, esortando gli americani a ricordarsi del loro comportamento, quando sarà il momento di votare per le elezioni di mid term. In effetti, la situazione, allarmante, è stata sbloccata nel weekend, grazie a 6 senatori Dem che hanno rotto la linea del partito, ripetutamente contrario a qualsiasi trattativa e accordo. Così alla Camera il piano di rifinanziamento delle casse federali è passato senza colpi di scena.
Dunque, gli stipendi federali riprenderanno a essere erogati, i deputati torneranno al lavoro dopo 54 giorni di pausa. L’accordo finanzierà il governo fino al termine di gennaio, annullati oltre 4 mila licenziamenti federali che l’amministrazione Trump aveva tentato di attuare e stop a ulteriori licenziamenti fino alla fine di gennaio. Sono di nuovo garantiti i fondi per il programma di assistenza alimentare “Snap” per più di quaranta milioni di persone fino a settembre 2026.