Mosca accusa: «Obiettivo false flag contro base Nato»
L’accusa è tutta da dimostrare. L’FSB, il Servizio di sicurezza federale russo, ha dichiarato di aver sventato un’operazione segreta congiunta ucraino-britannica che puntava a dirottare un MiG-31 russo, equipaggiato con un missile supersonico Kinzhal, per effettuare un falso attacco alla base Nato di Costanza, in Romania, l’avamposto più grande dell’Alleanza Atlantica in Europa. Per rappresaglia, i russi hanno dichiarato di aver condotto un attacco contro il principale centro di intelligence elettronica ucraino a Brovary, nella regione di Kiev, e contro una base che custodiva gli F-16 in dotazione all’Ucraina. Si tratta, ripetiamo, di un’accusa da dimostrare. Di concreto, ci sono invece i raid ucraini contro alcune infrastrutture di petrolio in Crimea e gli attacchi russi di questa notte contro le infrastrutture energetiche delle regioni di Odessa, Kharkiv, Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia. Non mancano aggiornamenti sul terreno: approfittando delle condizioni meteorologiche, i russi sono penetrati a Pokrovsk, nella regione di Donetsk, teatro di intensi scontri da diversi giorni. La nebbia ha consentito ad oltre 300 soldati, alcuni dei quali a bordo di veicoli leggeri, di entrare in città. Kiev ha ammesso qualche difficoltà anche nella regione di Zaporizhizhia, annunciando il ritiro dalle posizioni vicine a cinque insediamenti – Novouspenivske, Novye, Okhotnyche, Uspenivka, Novomykolaivka -, a causa dell’intensificarsi delle azioni di assalto russe.