Il premier ha replicato così alla segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, che ha chiesto le dimissioni dell’intero consiglio, dopo l’inchiesta di “Report”
«Forse potevano scegliere meglio». Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, interviene così nel dibattito generato dall’intervista a “Repubblica” rilasciata ieri da Guido Scorza, uno dei quattro componenti del collegio del Garante della Privacy, eletto in quota M5s, durante la quale aveva annunciato la possibilità di dimettersi in seguito all’inchiesta di “Report” su presunti conflitti di interesse all’interno dell’Authority. «Sta emergendo un quadro grave e desolante sulle modalità di gestione dell’Autorità Garante per la Privacy che rende necessario un segnale forte di discontinuità. Penso che non ci sia alternativa alle dimissioni dell’intero consiglio», aveva commentato a stretto giro la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. Da qui la replica di Meloni: «L’Autorità è eletta dal Parlamento, non abbiamo competenza sulla possibilità di azzerare l’autorità. È una decisione che casomai spetta al collegio. Però una cosa la voglio dire: questo garante è stato eletto durante il governo giallo-rosso, quota Pd e 5s e ha un presidente in quota Pd, dire che sia pressato da un governo di centrodestra mi pare ridicolo. Se il Pd e i 5s non si fidano di chi hanno messo all’Autorità per la Privacy, non se la possono prendere con me, forse potevano scegliere meglio». «Si può discutere sulla legge, se volete rifacciamo la legge ma non ho fatto io neanche quella, forse anche lì ve la dovreste prendere con qualcun altro», ha aggiunto il presidente del Consiglio, parlando del sistema delle quote per il Garante della privacy.