di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Nell’ambito dell’Anno Santo 2025, domani, in Piazza San Pietro, a Roma, si celebrerà il Giubileo del Mondo del Lavoro. Un evento promosso dal Cnel e dalla Santa Sede, che riunirà circa diecimila pellegrini in rappresentanza di sigle del volontariato, dell’associazionismo e del sindacato, fra le quali una delegazione dell’Ugl, che incontrerà Papa Leone XIV ed attraverserà simbolicamente la porta della Basilica. Un appuntamento per rinsaldare la dimensione spirituale, identitaria e comunitaria dell’impegno sindacale, un’occasione per ribadire che il lavoro non è una merce, ma è un elemento fondamentale della vita della persona e della società, senza naturalmente dimenticare le questioni più concrete e urgenti che riguardano le condizioni materiali del mondo del lavoro nel nostro Paese. In particolare, il tema della salute e sicurezza, elemento imprescindibile in un sistema produttivo civile e orientato al sociale, che metta sempre al primo posto la tutela degli esseri umani, come abbiamo ricordato di recente, anche in occasione del “Mese della Sicurezza Ugl” che si è appena concluso. Al centro di questo evento Roma, sede del Giubileo, ma anche capitale del nostro Paese, simbolo dell’Italia e della sua civiltà, nella quale, solo pochi giorni fa e proprio all’interno di uno dei suoi antichi monumenti, si è consumato l’ennesimo dramma del lavoro: il crollo parziale della Torre dei Conti, nei pressi dei Fori Imperiali, nell’ambito di un’opera di ristrutturazione dell’edificio e nel quale un operaio, Octay Stroici, di 66 anni, ha perso la vita dopo essere stato estratto vivo dalle macerie. Domani, partecipando al Giubileo dei Lavoratori a poca distanza dal luogo della tragedia, il tema della salute e sicurezza non potrà che essere in primo piano perché se l’obiettivo dell’incontro è quello di dare visibilità al tema del lavoro, nella sua valenza sociale, il primo modo per farlo è difendere chi lavora, promuovere condizioni di lavoro dignitose, contratti equi, diritti e doveri ben definiti, e – soprattutto – garantire la salute e sicurezza sul lavoro. Ribadendo, ancora una volta, che la sicurezza sul lavoro non è un costo da tagliare, ma un dovere civile e morale, oltre che un investimento prioritario, da conseguire attraverso regole chiare, normative e sistemi di sicurezza moderni, anche utilizzando le nuove tecnologie, un sistema di controlli efficiente e capillare, un’adeguata formazione di lavoratori e datori di lavoro, ma anche dei giovani a partire dalle scuole. Per diffondere una vera e propria cultura della sicurezza, che faccia comprendere appieno l’importanza del tema, affinché diventi un valore condiviso, parte integrante del nostro modo di approcciarci al lavoro, sia in veste di dipendenti che di imprenditori, sentendoci parte di un’unica comunità e mettendo, quindi, sempre al primo posto la tutela della vita umana.