Mosca: «Vertice Russia-Usa sarà sicuramente benvenuto»
«Non siamo ancora arrivati all’obiettivo ma abbiamo fatto molti progressi». Così ieri sera il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in merito alla guerra tra Russia e Ucraina, prima di una cena alla Casa Bianca con i leader di cinque paesi centroasiatici, vale a dire Kazakhstan, Turkmenistan, Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan. L’impegno degli Stati Uniti, ha quindi ribadito il presidente americano, è quello di mettere fine al conflitto. A sua volta, il presidente dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev, ha affermato di essere convinto che «solo» Trump possa «fermare la guerra». In questo senso, infatti, erano stati attivati nelle scorse settimane i canali diplomatici in vista di un possibile vertice a Budapest tra lo stesso inquilino della Casa Bianca e l’omologo russo, Vladimir Putin. Sul tema oggi è intervenuto il Cremlino. «Riteniamo che a un certo momento un vertice sarà sicuramente benvenuto da entrambe le parti», ha dichiarato il portavoce Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe, sottolineando poi che un eventuale incontro tra i due leader dovrà essere «preparato meticolosamente» e che al riguardo Washington sarebbe d’accordo. L’altro tema è la ripresa dei test nucleari. Se la Russia ribadisce che osserverà con attenzione le mosse americane, Pechino sostiene che «le forze nucleari cinesi non sono allo stesso livello di quelle di Stati Uniti e Russia». «Sarebbe ingiusto, irragionevole e impraticabile in questa fase – ha quindi spiegato la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, come riferito da diverse agenzie internazionali – richiedere alla Cina di partecipare ai colloqui sul controllo degli armamenti nucleari».