Cisl e Ugl chiedono di rifinanziare le misure per l’attuazione dell’articolo 46

Con le ultime audizioni in programma, si è conclusa la fase conoscitiva dell’iter di approvazione del disegno di legge di bilancio. Un vero e proprio tour de force, che, dopo gli interventi dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, è proseguito con le regioni e i comuni ed è terminato con il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti. Ora i senatori avranno tempo una settimana per presentare gli emendamenti, mentre tempi un poco più stretti sono riservati alle singole commissioni, chiamate a dare dei pareri sulle parti di rispettiva competenza. Intanto, a margine di questo percorso, la ministra del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, è intervenuta sulla questione del finanziamento della legge sulla partecipazione dei lavoratori. La legge di bilancio per l’anno in corso, infatti, ha messo a disposizione 70 milioni per il 2025 e appena 2 milioni per il 2026, somme che, da subito, la Cisl e la Ugl hanno giudicato insufficienti, chiedendone l’incremento; anche la Uil, proprio in occasione dell’audizione di martedì, si è allineata a questa richiesta, lasciando da sola la Cgil. La ministra Calderone, intervenendo in Senato, ha aperto alla richiesta, assicurando che dovrebbero esserci margini per rafforzare il fondo sulla partecipazione. Da capire, se attraverso uno stanziamento specifico o se, piuttosto, utilizzando il canale degli accordi collettivi di produttività.