Nel 2026, saranno a disposizione 7,5 miliardi in più sul fondo nazionale per un totale di 144 miliardi
Il disegno di legge di bilancio, attualmente in discussione in Senato, interviene con un rifinanziamento del Servizio sanitario nazionale. Per effetto dell’articolo 63, viene incrementata la dotazione del livello del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato di 2.400 milioni per il 2026 e di 2.650 milioni annui a decorrere dal 2027, con riserva di 100 milioni, a decorrere dal 2026, per il finanziamento delle spese per Alzheimer e altre patologie di semenza senile e di 206 milioni per il 2026 per il perseguimento degli obiettivi sanitari di carattere prioritario e di rilievo nazionale. La disposizione deve, però, essere letta in coerenza con la legge di bilancio per l’anno in corso che ha stanziato risorse per 1.300 milioni di euro per il 2025, 5.100 milioni di euro per il 2026 e 5.800 milioni di euro per il 2027; in aggiunta, sono già previsti 23.300 milioni di euro per il periodo 2028-2030, comprensive delle risorse per il rinnovo del contratto collettivo nazionale della sanità pubblica. Quindi, facendo due conti, nel 2026, saranno disponibili maggiori risorse 7,5 miliardi nel 2026 e quasi 8,5 miliardi per il 2027 e il 2028, con prospettiva di ulteriore crescita proprio dal 2028. Con riferimento al 2025, la spesa sanitaria in Italia è di oltre 143 miliardi di cui 136,5 miliardi a carico proprio del fondo statale. Conseguentemente, la disponibilità del fondo a carico dello Stato sarà di 144 miliardi nel 2026, di 152,5 miliardi nel 2027 e di 161 miliardi nel 2028.