di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

All’interno del nuovo decreto su salute e sicurezza sul lavoro, fra le varie misure, è presente anche una disposizione che vieta di impiegare gli studenti impegnati nei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento in attività a rischio elevato, ovvero quelle che comportano una probabilità significativamente maggiore di incidenti, infortuni o malattie professionali. Un tema tutt’altro che secondario, dato che i Pcto coinvolgono attualmente circa 1,7 milioni di ragazzi e dato che, in base ai dati Inail, nei primi sei mesi del 2025 si sono già verificati 1.152 incidenti, fortunatamente in diminuzione del 13% rispetto allo stesso periodo del 2024. Una decisione di assoluto buon senso da parte del Consiglio dei ministri, che va a colmare quello che era un palese vuoto normativo nella normativa renziana: decisamente insensato, infatti, impiegare in tali attività dei ragazzi delle scuole superiori, la gran parte dei quali minorenni. È lecito presumere che la gran parte dei datori di lavoro già avesse l’accortezza di non affidare agli studenti compiti pericolosi, ma, purtroppo, diversi incidenti, anche mortali, si sono verificati, tragedie come quella di Lorenzo Parelli, che hanno segnato in modo indelebile la coscienza del Paese, e quindi era necessario intervenire per chiarire in modo inequivocabile la questione. Non bisogna mai dimenticare che i Pcto, in precedenza noti come alternanza scuola-lavoro, sono uno strumento prezioso per avvicinare scuola e impresa, ma che la formazione sul campo deve essere un momento di crescita e orientamento, per rendere i giovani maggiormente preparati ad affrontare il mondo del lavoro una volta completati gli studi, non certo una forma di sotto occupazione né, tantomeno, un banco di prova per la sicurezza. Le attività scuola-lavoro devono essere gestite con serietà e vigilanza costante, affinché nessuno studente si trovi a pagare con la vita, con un infortunio o con una malattia il desiderio di imparare un mestiere. La norma approvata dal Governo va, finalmente, nella direzione giusta impedendo l’accesso dei ragazzi a mansioni pericolose, come la saldatura o l’esposizione ad agenti chimici, ribadendo così la responsabilità educativa e, soprattutto, quella di tutela del benessere degli studenti che compete alle Istituzioni. Il decreto, poi, ha anche esteso le tutele assicurative Inail per gli studenti, includendo non solo gli incidenti che accadono nei luoghi di lavoro, ma anche quelli in itinere, e, per comprendere la portata di questa decisione, basti pensare al fatto che, tra gennaio ad agosto, già se ne sono verificati oltre 1.160. Nel complesso, un chiarimento importante in favore dei nostri giovani, un atto di giustizia sociale, a tutela dei ragazzi e nel segno di una maggiore cultura della prevenzione e della salute e sicurezza, nei luoghi di lavoro e, ancor di più, durante il percorso formativo.