In netto calo, invece, le uscite anticipate, soprattutto Opzione donna e Quota 103
Il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps aggiorna i numeri della previdenza nel nostro Paese. Secondo il rapporto del Civ, all’interno del quale siedono, fra gli altri, i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, le uscite pensionistiche anticipate sono in riduzione, mentre che la voce legata alle prestazioni assistenziali e sociali. La conseguenza è che, fra il 2023 e il 2024, la spesa Inps è passata da 304 a 320 miliardi di euro. Nel 2024, l’Inps ha erogato poco meno di 862mila nuovi assegni pensionistici con i requisiti contributivi e di età richiesti dalla normativa vigente, mentre le pensioni più squisitamente assistenziali sono state poco meno di 644mila. Il dato sulle pensioni contributive è da valutare con attenzione; se, da una parte, si evidenzia una forte crescita su base annuale (+24.550 rispetto al 2023), dall’altra, si registra una forte contrazione delle uscite anticipate. Per Opzione donna, si scende dalle 26.427 unità del 2023 ad appena 4.784 istanze del 2024. Sono invece 1.154 le uscite anticipate con Quota 103, quando con Quota 100 si arrivò a sfiorare addirittura le 113mila uscite nel 2021. Contrazione meno marcata per l’Ape sociale (da 19.461 a 17.429), mentre si segnala un incremento sul versante dei lavori usuranti (da 1.856 a 2.249). Sul versante delle pensioni assistenziali, l’incremento è molto marcato: rispetto al 2022, sono oltre 66mila in più.