di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Non abbiamo mai avuto dubbi rispetto alla necessità di ciò che, come organizzazione sindacale, abbiamo chiesto ai governi e, così anche, a quello attualmente in carica di centrodestra a favore del ceto medio e, in generale, di lavoratori, pensionati e famiglie. Ma, in ogni caso, valgono come conferma della fondatezza delle richieste UGL i dati diffusi oggi dall’Acri.
Secondo quest’ultimo, solo il 41% delle famiglie italiane riesce a risparmiare nel 2025: un dato molto preoccupante visto che nel 2024 erano il 46%, e che, fatto ancora peggiore, per i prossimi anni quelle stesse persone non vedono miglioramenti, temendo anzi dei peggioramenti. Una situazione che ha delle conseguenze: maggiore prudenza nella gestione economica, rafforzamento del risparmio precauzionale, cioè di quel risparmio che serve ad affrontare spese impreviste sia sanitarie sia per la casa, consumi più selettivi e preferenza per la liquidità. Oltre a ciò, aumentano gli insoddisfatti della propria situazione economica con il 57% delle famiglie che dichiara un tenore di vita peggiorato o ravvisa difficoltà, contro un 43% – e non è poco – che ha sperimentato miglioramenti o tranquillità.
Quindi la scelta del governo Meloni, che dovrebbe essere confermata anche nel testo della manovra di bilancio 2026, di coniugare la prudenza, che ha permesso di conseguire un importante risultato in termini di credibilità, con una serie di misure a sostegno delle famiglie e del lavoro dipendente per favorire lo sviluppo e la crescita dell’occupazione è senza ombra di dubbio giusta e appropriata.
Proprio per questa ragione, l’UGL, nell’incontro tra governo e sindacati a Palazzo Chigi sulla legge di bilancio, ha proposto un “Patto per il Futuro” tra lavoratori, imprese e governo finalizzato al rilancio del Sistema Paese, con un impegno comune da parte di tutti su fisco, redditi, politiche industriali, innovazione tecnologica, energia, giustizia e solidarietà sociale. Ovunque, nei nostri convegni, nelle assemblee, negli eventi formativi, le nostre lavoratrici e i nostri lavoratori hanno dichiarato di aspettarsi, in primo luogo, una reale valorizzazione delle retribuzioni sia per il pubblico impiego sia per il settore privato. Ciò, prioritariamente, passa da un deciso intervento sull’Irpef e sulla detassazione degli incrementi retributivi legati ai rinnovi contrattuali e alla contrattazione collettiva sulla produttività, anche attraverso l’adozione di strumenti di partecipazione in linea con l’articolo 46 della Costituzione. Così come, il mondo del lavoro attende, pure, azioni concrete sul versante del contrasto al fenomeno degli infortuni sul lavoro ed è proprio quello che, ci auguriamo, oggi accadrà con lo storico Consiglio dei Ministri sulla sicurezza sul lavoro.