La detassazione dei rinnovi contrattuali premia 3,3 milioni di lavoratori e lavoratrici

Con l’approdo in Senato del disegno di legge bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, inizia formalmente il percorso della manovra finanziaria che dovrà concludersi entro il 31 dicembre, pena l’esercizio provvisorio, evento mai accaduto nella storia repubblicana. Il testo, dopo le ultime integrazioni, si compone di 157 articoli e una serie di allegati e tabelle riferite ai singoli ministeri. Concentrando l’attenzione sulla parte relativa al lavoro, saranno almeno 3,3 milioni i lavoratori e le lavoratrici del settore privato che potranno beneficiare della detassazione degli aumenti contrattuali. la norma trova applicazione per i rinnovi intercorsi fra il 2025 e il 2026 ed è riferita ai redditi da lavoro dipendente fino a 28mila euro; in questo caso, si applica una aliquota sostitutiva dell’Irpef del 5%: tradotto, significa che su cento euro di aumento, il maggiore guadagno, in termini di minore tassazione, è nell’ordine di circa 20-22 euro. Sono invece 13,6 milioni i lavoratori che avranno benefici dal taglio di due punti percentuali della seconda aliquota Irpef: il beneficio medio è di 210 euro, ma può arrivare fino a 440 euro. Ulteriori vantaggi per i lavoratori e le lavoratrici arriveranno, anche, dall’incremento della soglia di esenzione dei buoni pasto, dal plafond più alto sui contratti di produttività e sulla detassazione di straordinari e altre voci contrattuali.