Lo denuncia il report ESPAD Italia 2024, “Sotto la superficie – Le nuove sfide dell’adolescenza tra rischi e quotidianità”
«Cambiano le abitudini degli adolescenti italiani e si ridefiniscono i rischi». Lo denuncia il report ESPAD Italia 2024, “Sotto la superficie – Le nuove sfide dell’adolescenza tra rischi e quotidianità”, curato dai ricercatori dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc) e che ha coinvolto un campione rappresentativo di 20.201 studenti delle scuole superiori di tutta Italia. Dall’analisi dei consumi, delle abitudini e dei comportamenti a rischio, emerge un calo del consumo delle sostanze illegali classiche (cannabis…). Ad aumentare, però, sono le nuove forme di forme di dipendenza e comportamenti problematici, spesso legati al mondo digitale e a prodotti di nuova generazione. Tipo le sigarette elettroniche, usate dal 40% degli studenti nel corso dell’ultimo anno, e i prodotti a tabacco riscaldato, che minano l’uso esclusivo delle sigarette tradizionali. Il rapporto segnala che «il 2024 segna quasi un record negativo per l’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica, che raggiunge una delle diffusioni più alte di sempre. A farne uso nell’ultimo anno è stato il 12% degli studenti, con una prevalenza tra le ragazze (16%) doppia rispetto ai ragazzi (7,5%). L’alcol si conferma un elemento centrale nella socialità giovanile in Italia: oltre tre quarti degli studenti (76%) ne ha fatto uso nell’ultimo anno». Il gioco d’azzardo, sia tradizionale sia praticato online, ha raggiunto nel 2024 i livelli più alti di sempre. Il 57% degli studenti ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno, nonostante la legge ne vieti l’accesso ai minori. L’11% presenta un profilo di gioco definibile “a rischio” o “problematico”. «I dati 2024 ci mostrano un’adolescenza in rapida trasformazione. Non assistiamo a una diminuzione del rischio, ma a una sua mutazione», spiega Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca del Cnr-Ifc e coordinatrice dello studio, osservando che si tratta di «un quadro che richiede un’alleanza tra scienza, scuola e famiglie per dotare i ragazzi di nuovi strumenti critici e per orientare le politiche di prevenzione verso queste sfide emergenti».