In aumento la partecipazione al mercato del lavoro delle persone in età mature e anziane
Secondo l’Istat, nei prossimi decenni la quota di anziani di 65 anni e più sul totale della popolazione potrebbe aumentare da meno di uno su quattro individui (24,3%) del 2024, a più di uno su tre nel 2050 (34,6%). Mentre la quota di persone di 15-64 anni scenderà al 54,3%, dal 63,5% del 2024. Effetto, ovviamente, del caso delle nascite, che renderà più esigua la fascia di popolazione “attiva”, quella cioè fra i 15 e i 64 anni. A ciò si aggiunge il fatto che la speranza di vita alla nascita è prevista in aumento per entrambi i sessi: nel 2050 raggiungerà per i maschi 84,3 anni (dagli 81,7 del 2024) e per le femmine 87,8 anni (dagli 85,6 del 2024). Per di più, ed è positivo, l’aumento della sopravvivenza è affiancato da un miglioramento generale delle condizioni di salute.
Si assisterà, nei prossimi decenni, ad un aumento della partecipazione al mercato del lavoro delle persone in età mature e anziane. Tra il 2024 e il 2050, il tasso di attività tra i 55 e i 64 anni salirebbe dal 61% al 70%, mentre il tasso di attività nella fascia di età 65-74 anni potrebbe crescere dall’11% nel 2024 al 16% nel 2050. Il tasso di attività esteso alla classe di età 15-74 anni, dunque, potrebbe raggiungere nel 2050 il 62% (dal 58% del 2024).
Per un effetto dovuto al calo delle nascite e a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, dell’allungamento della vita media e dell’innalzamento graduale dell’età pensionabile, si assisterà ad un aumento del tasso di attività fino ai 75 anni, allargando il bacino delle forze di lavoro oltre i canonici 15-64 anni.