La Legge di Bilancio su congedi parentali e assenze per malattia dei figli
Diverse le misure contenute nella Legge di Bilancio in favore dei lavoratori dipendenti. Tra le più rilevanti, da un lato il taglio dell’Irpef, dal 35 al 33% per i redditi da 28mila a 50mila euro, dall’altro una flat tax al 5% sui rinnovi contrattuali sottoscritti nel 2025 e nel 2026 per i redditi fino 28mila euro. Detassazione su premi di produttività, lavoro notturno e festivo per i lavoratori con redditi fino a 40mila euro e poi, per i dipendenti della Pa, un fondo per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego e tempi più brevi il Tfs. C’è poi un «rafforzamento della disciplina in materia di congedi parentali e di congedo di malattia per i figli minori», così l’articolo 50 della manovra 2026: i genitori lavoratori, infatti, potranno usufruire dei tre mesi di congedo parentale non più fino al compimento del dodicesimo anno di età del figlio, ma fino al quattordicesimo, e potranno assentarsi in caso di malattia del figlio fino ai quattordici anni dello stesso minore, quindi per due anni in più, con un massimo di giornate lavorative che passa da cinque a dieci l’anno. Previsto, poi, il supporto al part-time per i genitori con almeno tre figli conviventi, maggiori tutele per i contratti a termine in caso di sostituzione per maternità e incentivi, con decontribuzione totale, alle imprese che assumono lavoratrici con almeno tre figli minorenni che siano inoccupate da un minimo di sei mesi.