A partire dal 2021 sono state stanziate importanti risorse per assumere assistenti sociali

Negli ultimi anni, i servizi sociali sono stati oggetto di vari provvedimenti normativi, volti all’ampliamento dell’offerta e alla riduzione dei divari territoriali. Sono state definite alcune priorità di intervento e per alcuni servizi sono stati determinati i livelli minimi da garantire sull’intero territorio nazionale (Livelli essenziali delle prestazioni sociali, Leps). La Legge di Bilancio per il 2021 ha stabilito il rapporto minimo tra gli assistenti sociali impiegati presso i Comuni o gli Ambiti territoriali sociali e la popolazione residente (almeno uno ogni 5mila abitanti). A fronte degli stanziamenti effettuati per il potenziamento della dotazione di assistenti sociali, la spesa per il servizio sociale professionale, nel 2022, è stata di 521 milioni di euro, con un incremento di 35 milioni di euro rispetto al 2021 (+7,3%). A settembre, si ricorda, è partito un concorso per assumere altre figure professionali di supporto. Tenendo conto della spesa sociale dei comuni, il 37,3% delle risorse è destinato a bambini, ragazzi e famiglie con figli: il 15,4% è la quota per i nidi e gli altri servizi educativi per la prima infanzia e il 21,9% quella per interventi e servizi sociali; il 27,5% ha finanziato l’assistenza alle persone con disabilità, il 14,8% i servizi rivolti agli anziani, il 9% il sostegno nell’area della povertà e dell’esclusione sociale, il 5,1% il supporto a immigrati, Rom, Sinti e Caminanti, lo 0,3% i servizi nel settore delle dipendenze e il restante 6% le attività generali e i servizi per la multiutenza.