Gli investimenti restano costanti in rapporto al prodotto interno lordo
In attesa del rapporto dell’Osservatorio nazionale sui servizi sociali territoriali del Cnel, che ha il pregio di incrociare le diverse banche dati disponibili, fornendo così una fotografia più nitida dello stato dell’arte, l’Istat pubblica il consuntivo relativo al 2022 rispetto alla spesa sociale dei comuni. La spesa complessiva è stata di 10,9 miliardi di euro; la compartecipazione delle famiglie è stata di 812 milioni, mentre 1,2 miliardi sono a carico del Servizio sanitario nazionale. La spesa dei comuni è quindi di 8,9 miliardi; essa aumenta, a prezzi correnti, del 5,8% rispetto al 2021. Guardando al prodotto interno lordo, la spesa sociale rappresenta lo 0,46% del totale; tradotto, significa una spesa media pro-capite di 150 euro all’anno, con, però, forti differenze territoriali: è di 78 euro medi nel Mezzogiorno; è di 207 euro nel Nord-est. Rispetto al 2021, la spesa dei Comuni, calcolata a prezzi correnti, è in aumento del 5,8%, con un’incidenza stabile sul Prodotto interno lordo. La spesa sociale dei Comuni nel 2004 rappresentava lo 0,39% del Pil, negli anni successivi tale quota è salita gradualmente fino al 2009, raggiungendo lo 0,47%, per poi progressivamente diminuire e mantenersi stabile allo 0,42% tra il 2015 e il 2019. Dopo un incremento nel 2020 (0,47%), dovuto ai finanziamenti straordinari per i buoni spesa (erogati dai Comuni per contrastare la povertà alimentare durante l’emergenza sanitaria da Covid-19), il livello di spesa sul Pil nel 2021 e 2022 si è attestato allo 0,46%.