Netanyahu: «Determinati a portare a termine la vittoria»
L’avvertimento di Donald Trump ad Hamas è arrivato forte e chiaro: se l’organizzazione palestinese non rispetterà i patti dell’accordo di pace, Israele avrà facoltà di tornare ad attaccare. L’elemento che più di tutti sta rischiando di compromettere il cessate il fuoco a Gaza sancito pochi giorni fa in Egitto è la restituzione, da parte di Hamas, dei corpi degli ostaggi deceduti. Ieri il gruppo ha consegnato alla controparte due corpi, sostenendo però di non essere in grado di recuperare le salme delle altre vittime. Una spiegazione che non ha convinto Israele e che ora alza di nuovo la tensione, confermando i timori di molti nella comunità internazionale riguardo la fragilità dell’accordo. «Sono determinato» a raggiungere il completamento della «restituzione di tutti gli ostaggi, fino all’ultimo», ha assicurato oggi il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante la cerimonia di commemorazione a Gerusalemme delle vittime del 7 ottobre. «La lotta – ha poi proseguito Netanyahu – non è ancora finita, ma una cosa è chiara: chiunque alzi la mano contro di noi sa che pagherà un prezzo molto alto». «Siamo determinati a portare a termine una vittoria che influenzerà la nostra vita per molti anni. Israele è in prima linea nello scontro tra barbarie e illuminismo», ha infine aggiunto. Secondo una fonte citata da Axios, gli Stati Uniti starebbero anche valutando la possibilità di offrire ricompense ai palestinesi in grado di dare informazioni utili al ritrovamento dei corpi degli ostaggi.