Verso una manovra da 18 miliardi. Oltre due in più di quelli stimati inizialmente. Pace fiscale fino a tutto il 2023 e più soldi alla sanità e alla famiglia. In arrivo 2 miliardi per adeguare i salari all’inflazione
Dopo il Consiglio dei Ministri, i contenuti principali del disegno di legge di Bilancio confermano alcune importanti misure. Come spiegato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, complessivamente la manovra movimenta circa 18 miliardi medi annui nel triennio 2026-2028. Più del previsto con i seguenti risvolti: prosegue il percorso di riduzione della tassazione sui redditi da lavoro con la riduzione della seconda aliquota Irpef, che dall’attuale 35% passerà al 33% con uno stanziamento nel triennio pari a circa 9 miliardi. Al fine di favorire l’adeguamento salariale al costo della vita, sono stanziati per il 2026 circa 2 miliardi. Prorogate per il 2026, le stesse condizioni previste il 2025 in materia di detrazione delle spese sostenute per interventi edilizi. Stanziati circa 3,5 miliardi per la famiglia e contrasto alla povertà. A sostegno delle imprese e dell’innovazione, favoriti gli investimenti in beni materiali attraverso la maggiorazione del costo di acquisizione valido ai fini del loro ammortamento, per un valore complessivo di 4 miliardi. Nel triennio, si conferma il credito d’imposta per le imprese ubicate nelle zone economiche speciali (ZES) e, nella misura di 100 milioni nel triennio 2026-2028, per le zone logistiche semplificate (ZLS). Prorogata al 31 dicembre 2026, la sterilizzazione delle plastic e sugar tax. Rifinanziata la misura agevolativa “Nuova Sabatini”. Inoltre, al fine di favorire l’accesso a determinate prestazioni agevolate si introduce una revisione della disciplina per il calcolo dell’Isee, che interviene sul valore della casa e sulle scale di equivalenza, con effetti complessivi di quasi 500 milioni annui. Ai rifinanziamenti previsti l’anno scorso dalla legge di bilancio, pari a oltre 5 miliardi per il 2026, a 5,7 miliardi per il 2027 e a quasi 7 miliardi per il 2028, si aggiungono 2,4 miliardi per il 2026 e 2,65 miliardi per il biennio successivo. Ai finanziamenti concorrono, oltre agli effetti di miglioramento del quadro di finanza pubblica dovuti alla rimodulazione del Pnrr, concorrono, sul versante delle entrate, le risorse reperite a carico degli intermediari finanziari e assicurativi e, dal lato della spesa, interventi sugli stanziamenti di bilancio. «Venerdì – ha promesso Giorgetti – definiremo il testo (ndr) nei particolari. La prospettiva è abbastanza delineata», ha spiegato il titolare del Mef al termine del Cdm.