Il premier a Sharm el-Sheikh per la cerimonia della firma del Piano di pace per il Medio Oriente. Tajani: «Si accende un’altra luce di speranza dopo due anni di orrori»

Una giornata già consegnata alla storia: prima la liberazione degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas, poi il vertice per la pace per Gaza in Egitto. Con un futuro ruolo centrale nell’area per l’Italia. «Oggi è una giornata storica. Gli ostaggi sono stati liberati: un risultato straordinario, frutto della determinazione della diplomazia internazionale e dell’attuazione della prima parte del Piano di pace del presidente americano Donald Trump», ha scritto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su X, prima di recarsi a Sharm el-Sheikh. «Ora – prosegue – si apre una nuova fase: consolidare il cessate il fuoco e dare piena attuazione all’accordo per costruire un futuro di pace e stabilità duratura. L’Italia continuerà a sostenere con convinzione questo percorso, nella consapevolezza che la pace si costruisce con i fatti, non con le parole». Parole dello stesso tenore da parte del ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani: «Dal Medioriente si accende un’altra luce di speranza dopo due anni di orrori. Tutto è ancora molto incerto: il compito che spetta a tutti noi, ai governi e ai popoli dell’Europa assieme ai nostri amici del mondo arabo, è quello di consolidare e costruire giorno dopo giorno le condizioni perché la pace resista e si rafforzi. L’Italia contribuirà a far sì che il progetto dei “2 popoli 2 Stati” non rimanga uno slogan vuoto. Si impegnerà con lealtà e convinzione perché i due popoli possano trovare la pace nel rispetto e nella sicurezza». Un pensiero alle famiglie degli ostaggi è quello che su X ha voluto dedicare l’altro vicepremier, Matteo Salvini: Giornata storica. Stanno tornando a casa. Un pensiero a quelle famiglie che non hanno mai perso la speranza, un abbraccio a quegli ostaggi che, nonostante due anni di inferno, non si sono mai arresi».