Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Che, poi, ha assicurato: Pronti a fare la nostra parte

Il premier Giorgia Meloni sarà invitato alla cerimonia per la firma dell’accordo tra Israele e Hamas, al Cairo, in Egitto. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando a “Restart”, in onda su RaiTre: «Lunedì c’è la grande cerimonia di firma ufficiale dell’accordo e credo che sarà invitata anche il nostro presidente del Consiglio, così mi ha detto ieri il ministro degli Esteri egiziano». La messa a terra di un piano di pace è sempre un’operazione complicata. Per portarla a termine con successo, serve il contributo di tutti gli attori coinvolti. Dall’Italia arrivano molte rassicurazioni in questo senso: il nostro Paese è pronto a fare la sua parte: «È l’inizio di un percorso, la tregua è sempre fragile, tocca a noi lavorare per rinforzarla», ha osservato Tajani a “Mattino Cinque”, ricordando che «ieri c’è stato un importante vertice a Parigi fra Paesi europei e del mondo arabo per vedere cosa poter fare e come poter aiutare la costruzione della pace». «Noi certamente parteciperemo alla ricostruzione e, mi auguro, anche a una missione militare per garantire l’unità e la riunificazione della Palestina. Ma poi parteciperemo anche alla governance del cambiamento. Quindi un’Italia protagonista», ha aggiunto il titolare della Farnesina. Nei due anni di guerra, l’impegno dell’Italia ad alleviare le sofferenze della popolazione civile della Striscia di Gaza non è mai venuto meno: «In questi mesi, l’Italia ha fornito il suo aiuto. Lo ha fatto principalmente attraverso l’iniziativa “Food for Gaza”», ha ricordato oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al vertice di Arraiolos. Secondo il capo dello Stato, «tuttavia, questa nostra come le tante azioni messe in campo da numerosi Paesi hanno riguardato, purtroppo, una parte minima di chi ha subito la crudeltà delle azioni militari. Queste sofferenze – come tutte quelle subite – resteranno iscritte nel DNA delle nuove generazioni, minando ogni possibilità di un futuro di pace senza una prospettiva politica davvero storica e quindi coinvolgente per i palestinesi. Una prospettiva che assorba e rimuova gli alti rischi di nuove esplosioni di violenza, frutto della mole di risentimenti e di rancore accumulatisi in questo tragico periodo. La pace va acquisita nell’animo dei popoli, altrimenti non è pace». Intanto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha annunciato che la missione italiana, che vede la partecipazione dei Carabinieri, presso il valico di Rafah riprenderà a partire dal 14 ottobre.