Cgil, Cisl, Uil e Ugl in Parlamento per affrontare il tema della maternità e della paternità
Grande identità di vedute fra le forze presenti in Parlamento e le parti sociali. È questo quello che è emerso dall’audizione dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl su di un pacchetto di una decina di proposte di legge presentate praticamente da tutti i partiti per rafforzare gli strumenti a sostegno della maternità e della paternità. Le proposte di legge intervengono su diversi aspetti, dalla durata del congedo obbligatorio all’incremento della percentuale dell’indennità percepita, dal ruolo del padre alla formazione post- congedo, fino ad arrivare ai permessi in caso di malattia del figlio o della figlia minore e agli incentivi fiscali e contributivi per le assunzioni. Come evidenziato dal rappresentante dell’Ugl, è fondamentale ribadire che questa è solo una parte di un ampio discorso che si lega, ad esempio, anche ai servizi presenti sul territorio e al contributo che può arrivare dalla contrattazione collettiva. Le quattro sigle sindacali hanno richiamato anche il documento di osservazioni e proposte, preparato dal comitato pari opportunità e approvato dall’assemblea del Cnel ad ottobre dello scorso anno. Quel documento punta soprattutto sui congedi facoltativi, i cosiddetti congedi parentali, che, a conti fatti, rappresentano il vero strumento per provare a riequilibrare il peso del carico familiare che oggi finisce per ricadere soprattutto, se non esclusivamente, sulla madre.