Manovra, il governo punta sul ceto medio. Circa 8 miliardi per le misure, complessivamente poco sopra i 30 mld. Deficit sotto il 3%
Far quadrare i conti e mantenere il buon giudizio già espresso sulla gestione dei conti pubblici italiani da parte della Commissione Ue e della Bce non sarà facile e non sarà, altrettanto, far crescere l’Italia. Per dare slancio alla crescita, cioè al Pil, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, vorrebbe puntare sul taglio dell’Irpef per la Legge di Bilancio 2026-2029 che presenterà a fine ottobre. La stima di crescita del Pil sarebbe intorno al +0,5% per il 2025 e al +0,7% per il 2026. Probabile anche l’indicazione del rapporto deficit/Pil sotto al 3% già nel 2025, che consentirebbe l’uscita anticipata dalla procedura di infrazione aperta lo scorso anno. Giorgetti ha più volte rivendicato un approccio prudente sui conti pubblici, che ad oggi ha in effetti premiato l’Italia. Per l’Irpef, l’esecutivo punta ad un taglio dell’aliquota dal 35% al 33% per i redditi fino a 50mila euro, operazione pari circa a 3 miliardi di euro. A ciò si aggiunga la detassazione degli straordinari, con l’ipotesi di raggiungere una platea di 20milini di persone. Essendo le risorse sono limitate, la misura potrebbe inizialmente restare fuori dal testo della manovra, per poi entrarvi con un emendamento di Aula soltanto dopo una verifica dei conti. Si lavora anche ad un “pacchetto famiglia” ovvero bonus libri per le fasce di reddito più basse e spinta su misure che applichino un quoziente familiare. Possibile una revisione dei criteri per la formazione dell’Isee, che però dovrebbe essere oggetto di un provvedimento specifico, e un rafforzamento della previdenza per le persone non autosufficienti. Le spese per la Sanità potrebbero aumentare di 2 miliardi.