A Bruxelles, continuano ad arrivare richieste per salvare l’industria europea. «Subito». Orsini, «Ue agisca in fretta per competitività imprese». Urso: «L’industria europea non può più attendere. Servono certezze, subito»
Da giorni il ministro italiano delle Imprese, Adolfo Urso, sollecita l’Ue a prendere opportuni provvedimenti. Oggi fa altrettanto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a Madrid per un incontro bilaterale con la Confederazione Spagnola degli imprenditori (Ceoe). «L’industria europea non può più attendere. Servono certezze, subito, in primis, per le imprese energivore e quelle del settore automotive, che stanno oggi affrontando le sfide più complesse. Su questo ho trovato piena intesa con il ministro degli Affari Economici ed Energia della Germania, Katherina Reiche, e con il ministro dell’Industria e dell’Energia della Francia, Marc Ferracci, nel corso dell’incontro trilaterale avuto a Bruxelles, a margine del Consiglio Competitività. Insieme chiediamo alla Commissione europea di agire e di farlo ora, per ridare fiducia e stabilità al sistema industriale europeo, a partire dalle industrie strategiche come la siderurgia e la chimica e, sul fronte dell’auto, di avanzare senza indugi su neutralità tecnologica, flessibilità e preferenza europea», ha evidenziato il ministro Urso. Inoltre, «il settore dell’auto sta collassando in Europa: ogni giorno si annunciano chiusure di stabilimenti e migliaia di licenziamenti nell’intera filiera. È fondamentale affrontare con realismo, senza paraocchi ideologici ma con flessibilità e pragmatismo, quello di cui necessita la nostra Europa», ha aggiunto. Ovviamente più tempo passa, più le esigenze aumentano. Sempre Urso, ha ricordato che, quello stesso Fondo di Competitività immaginato da Mario Draghi e stimato nel giugno 2024 pari ad almeno 500 miliardi l’anno in termini di fabbisogno per recuperare competitività, oggi la sua stima è arrivata 1.200 miliardi. Segno evidente che, «i ritardi nel dare risposte alle imprese creano ulteriore divario». Infatti, ecco arrivate la cavalleria: gli imprenditori. Oggi in un’intervista all’ANSA, in occasione dell’incontro bilaterale a Madrid con il presidente della Confederazione Spagnola degli imprenditori (Ceoe), Antonio Garamendi, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha dichiarato: «Servono più unità d’intenti e, soprattutto, più attenzione alla competitività delle imprese europee. In questo momento la sfida più grande è la mancanza di un senso di urgenza condiviso anche dalle istituzioni, dalle capitali fino a Bruxelles. Invece bisogna agire in fretta se vogliamo garantire la prosperità dell’Europa, che si è sempre basata sulla forza del suo settore privato». E, poi, a lamentarsi non è soltanto l’industria, ma anche l’agricoltura.