Lo rende noto l’Eurostat, registrando un aumento notevole nell’ultimo ventennio

Negli ultimi 20 anni, l’indice di dipendenza degli anziani dell’Unione europea, dato dalla proporzione di anziani (di età pari o superiore a 65 anni) rispetto alla popolazione in età lavorativa (persone di età compresa tra 20 e 64 anni), «è aumentato notevolmente». Lo rende noto l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Ue, diffondendo i dati in occasione della “Giornata internazionale degli anziani”, che ogni anno si celebra il 1° ottobre. Nel 2004, l’indice di dipendenza degli anziani dell’UE era del 26,8%, ciò significa che c’erano poco meno di quattro adulti in età lavorativa per ogni anziano di età pari o superiore a 65 anni. Il 1° gennaio del 2024, il rapporto era del 37%, indicando che c’erano meno di tre adulti in età lavorativa per ogni anziano. Le regioni ultraperiferiche francesi Mayotte (6,1%) e Guyana (13,8%) e la regione della capitale Byen København in Danimarca (17,8%) hanno registrato i tassi di dipendenza degli anziani più bassi. Nel frattempo, la regione costiera belga dell’arrondissement di Veurne ha registrato il più alto indice di dipendenza degli anziani (72,8%). Alto Tâmega e Barroso nel Portogallo settentrionale (71,4%) ed Euritania nella Grecia centrale (71,1%) sono state le uniche altre regioni dell’UE in cui questo indice ha superato il 70%. A gennaio 2024, c’erano 139 regioni NUTS 3 (nomenclatura delle unità territoriali statistiche) in cui l’indice di dipendenza degli anziani era almeno del 50%. Questo gruppo di regioni era concentrato principalmente nella Germania (orientale) e in Francia. Anche l’Italia, la Finlandia, il Portogallo, la Bulgaria, la Grecia e la Spagna presentavano diverse regioni in cui l’indice di dipendenza degli anziani era almeno del 50%.