«Forse la sofferenza dei palestinesi non è la priorità». E poi sulle recenti incursioni di droni in alcuni Paesi europei: «Non dobbiamo rispondere alle provocazioni ma dobbiamo attrezzarci»
«Credo che in questa fase, di fronte ad una possibilità che sarebbe storica, insistere in una iniziativa che ha dei margini di pericolosità e di irresponsabilità, io devo capirlo…». Nelle ore in cui le barche della Global Sumud Flotilla stanno navigando nelle acque dove in passato Israele aveva bloccato iniziative analoghe, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, interviene così, a margine del vertice Ue a Copenhagen, esprimendo il timore che il tentativo di forzare un eventuale blocco israeliano possa compromettere l’approvazione del piano proposto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. «In una fase nella quale tutti quanti dovrebbero capire che esercitare una responsabilità, attendere mentre c’è un negoziato di pace, è forse la cosa più utile che si può fare per alleviare le sofferenze dei palestinesi, ma forse le sofferenze del popolo palestinese non erano la priorità», osserva il presidente del Consiglio, commentando anche le recenti incursioni dei droni, quasi certamente russi, nei cieli di diversi paesi europei: «La Russia credo abbia la necessità di non far notare il fatto che c’era un’offensiva estiva e quella offensiva è fallita. Ciò nonostante credo che noi dobbiamo avere sangue freddo, che non dobbiamo rispondere alle provocazioni ma dobbiamo attrezzarci, questo sì». «I confini dell’alleanza» atlantica «sono estesissimi, non dobbiamo dimenticarci il fianco sud. E oggi ci sarà un discussione molto ampia», ha quindi concluso il premier.