L’intervento del premier israeliano, l’aula si svuota

All’Assemblea generale delle Nazioni Unite prende la parola Benjamin Netanyahu e numerosi delegati Onu decidono di abbandonare l’aula, contestandolo. Il premier israeliano inizia comunque il suo intervento e parla di lavoro da finire. «Hamas vuole colpire ancora come il 7 ottobre. Vogliamo finire il lavoro a Gaza il più velocemente possibile». È forse questa una delle istantanee più significative dell’intervento di oggi di Netanyahu al Palazzo di Vetro, a New York. Il premier israeliano ha toccato diversi temi durante il suo discorso, ricordando le operazioni militari non solo contro Hamas, ma anche Hezbollah in Libano, gli Houthi nello Yemen e il regime iraniano. Il piano di Israele, quando la guerra sarà giunta alla conclusione, sarà quello di controllare la Striscia di Gaza, fino all’istituzione di un’autorità civile. Quanto all’Autorità palestinese, ha scandito Netanyahu, «dovreste sapere che paga i terroristi per uccidere gli ebrei», è «corrotta, non fanno elezioni da 20 anni». Il premier israeliano si è allora rivolto direttamente ad Hamas: «Liberate gli ostaggi e deponete le armi. Se lo farete vivrete, se non lo farete Israele vi darà la caccia». Il suo discorso è stato seguito anche a Gaza, dove sono stati installati degli altoparlanti. L’obiettivo era fare arrivare il messaggio agli ostaggi ancora nelle mani di Hamas: «Non vi abbiamo dimenticati e non ci fermeremo finché non vi riporteremo tutti a casa». Netanyahu, poi, ha anche criticato i paesi che negli ultimi giorni hanno voluto riconoscere lo Stato di Palestina. «Quando i più selvaggi terroristi sulla terra lodano le vostre decisioni – ha osservato – non state facendo qualcosa di giusto, ma di orribilmente sbagliato, che rimarrà come segno di vergogna su tutti voi».