Il ministro della Difesa: «Ferma condanna per attacco. In arrivo seconda nave». Opposizione contro il governo, Meloni: «Non avendo grandi materie sulle quali mobilitarsi in patria, le va a cercare in Palestina»

Ferma condanna per quanto successo alla Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria diretta a Gaza, che ieri ha denunciato attacchi ad alcune sue navi in acque internazionali, a sud di Creta. E poi l’annuncio dell’invio di una seconda nave della Marina militare italiana nell’area, «per eventuale soccorso e protezione»: questo, in sintesi, il contenuto dell’informativa del ministro della Difesa, Guido Crosetto, in Parlamento. Il caso è diventato l’ennesimo pretesto delle opposizioni, dopo già le manifestazioni di lunedì, per criticare governo e maggioranza. E pensare che Giorgia Meloni, intervenuta ieri a New York nell’ambito dell’80esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha usato parole decise per descrivere la situazione in Medio Oriente, sottolineando come Israele stia provocando una strage di civili e superando il limite del «principio di proporzionalità» di una reazione a un’aggressione. Prima del suo discorso all’Onu, il presidente del Consiglio aveva incontrato la stampa italiana e lì ha voluto mettere le cose in chiaro su alcuni spunti: riguardo l’iniziativa della Flotilla, definita «gratuita, pericolosa e irresponsabile», pur condannando quanto accaduto nelle ore precedenti. E sull’opposizione: «Non avendo grandi materie sulle quali mobilitarsi in patria, le va a cercare in Palestina». «Non si era mai visto un premier che usa il palcoscenico internazionale per attaccare le opposizioni e i giudici: Giorgia Meloni è andata a New York, alle Nazioni Unite, per dividere la nazione», l’affondo di oggi della segretaria dem, Elly Schlein. L’occasione, appunto, era l’informativa di Crosetto alla Camera e al Senato. «Chiedo un impegno collettivo del Parlamento. Dire che siamo corresponsabili del genocidio non aiuta il governo italiano, noi non sentiamo alcuna corrensponsabilità di azioni messe in atto da Netanyahu sulla popolazione palestinese. Il primo aiuto occidentale arrivato nella Striscia di Gaza è stata la nave Vulcano», ha affermato tra le altre cose il ministro della Difesa durante il suo intervento al Senato. «Il clima è preoccupante – aveva invece ricordato alla Camera–. E noi non siamo in grado una volta che le navi saranno uscite dalle acque internazionali e saranno entrate nelle acque di un altro Stato, di garantire la sicurezza». Intanto nelle ultime ore la delegazione italiana del Global Movement to Gaza, a nome del Comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, ha comunicato alle autorità italiane di non accettare la proposta ricevuta mercoledì su una possibile deviazione degli aiuti in direzione Cipro, per poi farli arrivare a Gaza con il coinvolgimento del patriarcato latino di Gerusalemme.