Il presidente Usa aveva definito la Russia una «tigre di carta»
Deve aver colto nel segno, Donald Trump, vista la reazione della Russia. Fatto sta che quando su Truth il presidente americano ha scritto – nel giorno del suo incendiario intervento all’80esima Assemblea generale delle Nazioni Unite – che l’Ucraina può riconquistare i suoi territori e che Mosca è una «tigre di carta», il Cremlino ha voluto oggi rispondere alle affermazioni. «La Russia non è una tigre. La Russia è più strettamente associata a un orso. Non esistono orsi di carta. La Russia è un orso vero. Putin ha ripetutamente e con diversi gradi di emozione descritto il nostro orso. Non c’è niente di cartaceo in questo», le parole del portavoce Dmitri Peskov, riprese dalle agenzie russe. L’idea di un’Ucraina in grado di uscire vincitrice dal conflitto, suggerita appunto dall’inquilino della Casa Bianca, è stata apprezzata dai leader europei e in particolare dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky (i due hanno avuto un incontro a New York a margine dell’Assemblea Onu). Secondo il portavoce del Cremlino, «il fatto che stiano cercando in tutti i modi di incoraggiare l’Ucraina a continuare le operazioni militari, la tesi che l’Ucraina possa riconquistare qualcosa, questa, dal nostro punto di vista, è una tesi falsa». Inoltre, questa la posizione manifestata dal Cremlino, «stiamo proseguendo la nostra operazione militare speciale per tutelare i nostri interessi e raggiungere gli obiettivi che il comandante in capo supremo e presidente del nostro paese, Vladimir Putin, ha fissato fin dall’inizio. E lo stiamo facendo sia per il presente del nostro paese che per il suo futuro. Non abbiamo alternative».