Debito, Ocse: «Italia migliora, continuare sforzi»
Con il suo aggiornamento intermedio dell’Economic Outlook, oggi l’Ocse ha confermato una crescita moderata per l’economia italiana, confermando un Pil in aumento dello 0,6% nel 2025 e limando allo stesso tasso quello del 2026 (a giugno era +0,7%), ma l’aspetto più interessante è ciò che ha detto in termini di debito.
È stato il capoeconomista dell’Ocse, Alvaro Santos Pereira, in conferenza stampa a Parigi, a rispondere ad una domanda dell’Ansa su cosa dovesse fare l’Italia per stimolare la crescita e proseguire sulla via del risanamento di bilancio: «L’Italia è oggi in una migliore posizione di qualche anno fa, ma il livello del debito continua ad essere alto, è dunque importante continuare gli sforzi per ridurlo non solo quest’anno ma anche nei prossimi anni».
Sempre Pereira ha spiegato per quale ragione è molto importante per i Paesi ridurre il debito: «Prima di tutto perché, se hai un debito elevato, invece di spendere in istruzione, welfare, salute, devi spendere in interessi. Secondo: alti livelli di debito ti rendono più vulnerabile durante le crisi. Non solo sei vulnerabile, ma hai anche meno margini di manovra». Negli ultimi 5-6 anni, tra pandemia, crisi energetica legata all’invasione russa dell’Ucraina, incertezza, di shock ce ne sono stati diversi e si è trattato, inoltre, di shock difficili da superare senza adeguati margini di manovra o «spazi di bilancio» sufficienti. Ecco perché è importante conservare bassi livelli di debito, perché «è un paraurti in caso di shock e permette ai Paesi di essere meno vulnerabili».
Dopo l’1,1% del 2024, l’inflazione in Italia è attesa in calo all’1,9% nel 2025 (contro il 2% stimato a giugno) e all’1,8% nel 2026 (da 1,9%). Previsto in aumento, invece, il dato “core”, con un 1,9% quest’anno (da 1,5% stimato a giugno) e un 1,8% nel 2026 (da 1,7%), dopo il 2,2% del 2024.