Record di accordi sottoscritti nel corso del 2024; il ruolo crescente delle Rsu
Cresce l’attività contrattuale all’interno della pubblica amministrazione. A certificare la cosa, è l’Aran nel suo rapporto annuale, dedicato all’analisi dei contratti collettivi integrativi sottoscritti nel 2023 e nel 2024 dalle rappresentanze sindacali di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e delle altre sigle. I dati relativi al 2023 sono quelli definiti, mentre per il 2024 si tratta delle prime risultanze. Partendo proprio da quest’ultimi, l’Aran segnala un incremento del 7% dell’attività contrattuale, con punte del 10% nei comparti delle Funzioni locali e di Istruzione e ricerca. Il 72% delle sedi di contrattazione ha trasmesso almeno un atto negoziale, il più alto livello mai raggiunto, a dimostrazione di come la contrattazione integrativa conosca una diffusione crescente, al netto di quello che succede a livello nazionale. sono 18.116 i contratti trasmessi, con 20.258 sedi di contrattazione. Guardando al territorio, la Lombardia è al primo posto con 2.940 contratti integrativi, davanti al Lazio (1.853) e al Piemonte (1.674); in coda Valle d’Aosta e Trentino Alto-Adige. In termini percentuali, è il Veneto a guidare, con Lombardia, Emilia-Romagna e Campania a seguire. Il 51% dei contratti affronta questioni economiche, mentre nel 44% dei casi sono previsti aspetti normativi. Nel 92% dei contratti è prevista la partecipazione delle Rsu, con gli atti unilaterali assolutamente marginali (0,7%).