di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Le riflessioni del Segretario generale Cisl, Daniela Fumarola, pubblicate su Italia Oggi, offrono uno spunto prezioso per centrare il dibattito sindacale su questioni che realmente interessano i lavoratori, grazie a un’impostazione di fondo basata sul dialogo, il negoziato, la proposta, per ottenere risultati tangibili, senza cedere a derive ideologiche. Se questo è il metodo, lo stesso che anche l’Ugl porta avanti, anche nel merito molte delle richieste del sindacato di Via Po sono condivisibili, a partire dall’obiettivo di riportare il lavoro ad essere il primo motore di dignità e inclusione, con l’assistenza come ultima e non certo prima risposta alle difficoltà sociali, ridando centralità alla persona, attraverso occupazioni stabili, contrattualizzate e ben retribuite, rendendo più conveniente per le imprese assumere a tempo indeterminato. Interessante l’idea di uno «Statuto della persona nel mercato del lavoro» e di un diritto soggettivo e «portatile» alla formazione, fondamentale in un contesto come quello dell’Italia contemporanea, caratterizzato da un lato da grandi trasformazioni nella produzione e nell’organizzazione del lavoro, dall’altro da un persistente mismatch fra le competenze richieste dalle imprese e quelle in possesso della maggioranza dei lavoratori, giovani, ma anche over-50 che mirano ad una ricollocazione. In questo senso, l’accento posto dalla Cisl sulla formazione continua e sugli strumenti bilaterali è un segnale importante, ma da inserire nell’ambito di un disegno strategico nazionale, che metta insieme scuola, università, imprese e parti sociali. Sul fisco, la richiesta di alleggerire la pressione su ceti medi e popolari è sacrosanta, da realizzare con una riforma che elimini le iniquità e semplifichi il sistema, per venire incontro alle esigenze di cittadini e imprese. Così come quella di insistere su occupazione femminile, famiglia e welfare, per contrastare l’invecchiamento e la diminuzione della popolazione, di intervenire sulle pensioni e stabilizzare le risorse per l’attuazione della partecipazione. Se si vuole davvero realizzare uno «Statuto della persona nel mercato del lavoro» la prima garanzia deve essere, comunque, la salute e la sicurezza, il diritto a tornare a casa la sera, tramite un cambiamento culturale che metta la prevenzione al centro ed anche con controlli più frequenti e sanzioni per chi non rispetta le regole. In ogni caso, anche andando al di là delle singole proposte, pur sostanzialmente condivisibili, quello che maggiormente è apprezzabile è la volontà di mantenere un confronto leale con le controparti, datoriali ed istituzionali – ora, ad esempio, in occasione della manovra economica, giudicando i fatti con obiettività e responsabilità – come anche nei confronti delle le altre organizzazioni sindacali, nel nome del pluralismo e prendendo le distanze da un modello di unità sindacale fondato su una piazza permanente contro il governo di Centrodestra. Puntando su un dialogo aperto, serio e costruttivo con l’obiettivo della concreta difesa dei diritti e degli interessi dei lavoratori.