Ddl IA approvato: l’Italia è il primo Paese Ue a dotarsi di un quadro normativo nazionale
Con l’approvazione definitiva, ieri sera in Senato, della legge delega sull’Intelligenza Artificiale, l’Italia diventa il primo Paese dell’Ue a dotarsi di un quadro normativo nazionale, pienamente allineato all’AI Act europeo. «Si tratta di un traguardo storico che conferma la volontà del Governo guidato da Giorgia Meloni e del Sottosegretario Alessio Butti di fare dell’Italia un punto di riferimento in un settore strategico e in forte espansione». A dichiararlo, la deputata di Fratelli d’Italia, Beatriz Colombo, relatrice del provvedimento. «La legge non si limita a fissare regole, ma costruisce un ecosistema favorevole alla crescita, all’innovazione e alla sicurezza, garantendo sempre la centralità della persona. Con oltre 1 miliardo di euro destinato a sostenere startup e PMI, l’Italia si candida a essere traino in Europa per l’impresa, il lavoro, la salute, la difesa, la ricerca, la pubblica amministrazione, la giustizia e lo sport». «Una governance affidabile e trasparente, con il coinvolgimento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e dell’AgID, assicurerà lo sviluppo sicuro e antropocentrico delle nuove tecnologie, nel rispetto dei diritti fondamentali e della riservatezza dei cittadini. Il Governo Meloni ha il coraggio e la capacità di essere capofila in Europa su sfide decisive per il futuro. L’Italia torna protagonista e indica la rotta», conclude Colombo. Per la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, «l’approvazione definitiva del Ddl IA pone l’Italia all’avanguardia in Europa e nel mondo per quanto riguarda la cornice normativa a tutela dei cittadini e dei lavoratori». Previsti anche «riferimenti al mondo del lavoro e non a caso l’Osservatorio sul lavoro istituito dal Ddl costituisce un luogo imprescindibile di confronto tra istituzioni e parti sociali per comprendere opportunità e rischi derivanti dall’applicazione dell’IA». «Personalmente – ha aggiunto Calderone – ho sempre creduto che l’IA sia una grande opportunità, a patto che sia “umanocentrica” ovvero al servizio di donne e uomini, di tutti i lavoratori».