Lo rende noto l’Eurostat, osservando che il dato è in leggero miglioramento rispetto all’anno precedente
«Nel 2024, il 6,4% delle persone nell’Unione europea ha dovuto affrontare gravi privazioni materiali e sociali». Lo rende noto l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Ue, osservando che il dato è in leggero miglioramento rispetto all’anno precedente: il calo osservato è stato dello 0,4%. Prima di passare in rassegna le statistiche, riportate in una nota stampa, una precisazione: il tasso di deprivazione materiale e sociale, spiega l’Eurostat, misura la quota di persone che non possono permettersi specifici beni, servizi o attività sociali considerati essenziali per un’adeguata qualità della vita. In particolare, il tasso di deprivazione grave si riferisce a coloro che non possono permettersi almeno 7 dei 13 beni specificati (sette relativi alla famiglia e sei all’individuo). «Si tratta – e in questo caso ci viene in aiuto l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica – di segnali riferiti alla presenza di difficoltà economiche tali da non poter affrontare spese impreviste, non potersi permettere un pasto adeguato o essere in arretrato con l’affitto e il mutuo». Dai dati dell’Eurostat emerge che i giovani under 18 sono stati i più colpiti da gravi privazioni materiali e sociali (7,9%). A seguire quelli di età compresa tra 18 e 64 anni (6,4%) e quelli di età pari o superiore a 65 anni (5,1%). A livello di genere, le donne hanno tassi più elevati di grave deprivazione materiale e sociale rispetto agli uomini (6,6% rispetto al 6,2%). «Questo andamento di tassi più elevati per le donne era coerente in tutte le fasce d’età osservate, ad eccezione di quelle di età inferiore ai 18 anni», sottolinea l’Eurostat. Tra i paesi dell’UE, la quota più elevata di persone che hanno dovuto affrontare gravi privazioni materiali e sociali è stata registrata in Romania (17,2%), Bulgaria (16,6%) e Grecia (14,0%). Al contrario, i tassi più bassi sono stati registrati in Slovenia (1,8%), Croazia (2,0%) e Polonia (2,3%).