di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
In tutta Italia, studenti, insegnanti e personale non docente stanno iniziando il nuovo anno scolastico, e stanno prendendo forma le misure introdotte dal governo. Se ne parla oggi in un’intervista rilasciata al Tempo dal Sottosegretario all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti, nella quale vengono illustrate alcune delle novità, dalla stabilizzazione di molti docenti, al calo del tasso di dispersione scolastica, che ha già superato gli obiettivi fissati dal Pnrr e si avvicina con anni di anticipo al target europeo, dimostrando che programmi mirati come Agenda Sud e Agenda Nord possono produrre risultati tangibili. Se la scuola italiana ha ancora tanti obiettivi da raggiungere, dal punto di vista dei professori come degli allievi, resta fondamentale e molto apprezzabile, in particolare, l’impegno posto dal Ministero nel migliorare il rapporto tra studenti e docenti e di puntare su una maggiore responsabilizzazione dei ragazzi, favorendo un clima di rispetto reciproco negli istituti scolastici. A partire dalla scelta di vietare l’uso dello smartphone in classe anche alle superiori, con le nuove tecnologie utilizzabili durante l’orario di lezione solo per fini educativi e sotto la supervisione dei docenti, sia per evitare distrazioni, che anche come atto concreto contro bullismo e cyberbullismo. Così come è positiva la reintroduzione del voto in condotta come strumento educativo, per fare in modo che eventuali fatti gravi, vandalismi o atti violenti siano adeguatamente sanzionati, con la redazione di uno scritto sulla cittadinanza in caso di sei in condotta e lavori socialmente utili per chi è sospeso per più di due giorni. Allo stesso modo punta su una maggiore attenzione alle regole il nuovo esame di Maturità, nel quale viene dato il giusto peso all’educazione civica e si prevede la bocciatura in caso di rifiuto a svolgere la prova orale. Un altro aspetto da sottolineare è quello del rispetto anche dal punto di vista politico: la scuola deve essere uno spazio di dialogo, in cui non siano consentite esclusioni, intimidazioni e violenze nei confronti di chi abbia idee diverse dalle proprie, specie nel clima attuale di radicalizzazione delle posizioni e demonizzazione dell’avversario, che si respira non solo in Italia, ma in tutto l’Occidente. Si pensi al recente attentato negli Usa, costato la vita all’attivista conservatore Charlie Kirk proprio in un istituto educativo come la Utah Valley University. La scuola, in sintesi, deve essere un luogo sicuro, per ragazzi e docenti, dove respirare un clima di rispetto. E per ottenere questo risultato servono formazione, ma anche sanzioni, come in qualunque ambito del vivere civile. L’educazione, infatti, quella che la scuola è chiamata ad offrire ai ragazzi, non è fatta solo di nozioni e competenze, ma anche di un’adeguata preparazione alla convivenza nella società civile.