Tasso di occupazione: +1% nel Mezzogiorno. Prosegue la lenta attenuazione del divario territoriale a livello lavorativo
Non solo nel II trimestre 2025, secondo l’Istat, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% nei confronti del secondo trimestre 2024, ma prosegue la lenta attenuazione del divario territoriale a livello lavorativo. Infatti, il tasso di occupazione aumenta nel Mezzogiorno (+1,0 punti) e resta quasi stabile nelle altre due ripartizioni (+0,1 punti), il tasso di disoccupazione cala nel Mezzogiorno e nel Centro (rispettivamente -0,3 e -0,2 punti) e sale lievemente al Nord (+0,1 punti). Inoltre, il tasso di inattività si riduce nelle regioni meridionali (-0,9 punti) e resta pressoché invariato in quelle settentrionali e centrali. Fatto ancora più interessante, il tasso di occupazione aumenta più per le donne (+0,5 rispetto a +0,3 punti per gli uomini), quello di disoccupazione si riduce solo per la componente femminile (-0,3 rispetto a +0,1 per quella maschile), mentre il tasso di inattività si riduce con intensità simile per uomini e donne (-0,4 e -0,3 punti, rispettivamente). Per la componente straniera è meno forte la crescita del tasso di occupazione (+0,2 punti in un anno rispetto a +0,4 punti per gli italiani) e cala il tasso di disoccupazione (-0,8 punti) che, invece, resta stabile per gli autoctoni. Come dicevamo, la riduzione dell’inattività interessa solo gli italiani (-0,5 punti) a fronte di una crescita per gli stranieri (+0,4%). In termini di età, il tasso di occupazione aumenta solo per gli individui di 50-64 anni (+2,0%) mentre rimane stabile per i 35- 49enni e, purtroppo, continua a ridursi per 15-34enni (-0,7%); il calo tra i giovani è peraltro dovuto solo ai 15-24enni (-1,7) non compensato dall’aumento per i 25-34enni (+0,4).