Nuovi scenari in UE per il Bel Paese. La geografia – e non solo quella – «ci ha collocati al centro di quel Mediterraneo che ormai è riduttivo definire allargato perché la definizione giusta è Mediterraneo globale»
L’Italia potrebbe diventare il traino dell’Europa? La fotografia del momento attuale è la seguente: la Germania è avvolta in una crisi prima di tutto economica e poi politica e nonostante il suo Cancelliere sia accusato in patria di essere troppo concentrato sulle questioni estere, all’estero e in Ue non brilla per presenza, soprattutto dopo il dietrofront improvviso in materia di difesa; la Francia, neanche a dirlo, è caduta in una delle sue peggiori crisi politiche e in termini di conti pubblici sta malissimo, peggio dell’Italia prima che arrivasse Monti, tanto da fare temere un pericolosissimo “contagio”; lo “sconfinamento” della Russia in Polonia richiede agli Stati europei una maggiore coesione e una maggiore stabilità. In termini di stabilità, l’Italia con il governo Meloni è accreditata come uno dei Paesi più solidi; e non solo. Lasciando sullo sfondo, per un attimo, la costante crescita dell’occupazione e i buoni dati sulla produzione industriale, in materia di conti pubblici, gli sforzi fatti stanno ripagando il nostro Paese: con il calo dei rendimenti sui titoli di Stato italiani, con lo spread ai minimi da anni, secondo quanto riportato da Bloomberg, il governo potrà contare su un “tesoretto” di circa 13 miliardi di euro tra il 2025 e il 2026; non dimentichiamo poi l’esplicito apprezzamento da parte della presidente della Bce, Christine Lagarde, per la quale «l’Italia in termini di bilancio oggi fa sforzi molto seri» e «probabilmente» arriverà «presto al 3% di deficit». Altro aspetto molto importante, in un clima geopolitico sempre più instabile e dirompente, la presidenza del G7 offre alla premier Giorgia Meloni la possibilità, certamente per niente affatto facile, di ritagliarsi un ruolo strategico, anche nei rapporti sempre più tesi con gli Usa e in chiave europea. Proprio oggi, ha affermato nel suo intervento al Coast Guard Global Summit 2025, parlando di Mediterraneo: «È evidente come questo scenario offra delle opportunità straordinarie, come è evidente che da quelle opportunità derivano anche maggiori e nuove responsabilità. Perché se è vero che il Mediterraneo è tornato al centro del mondo e se è vero che la missione dell’Italia è essere quel ponte ideale tra Europa, Africa e Medio Oriente, allora vuol dire che le sfide abbiamo di fronte, particolarmente in un tempo complesso come questo, sono molteplici e ci impongono prima di tutto di rafforzare sempre di più la capacità di cooperare con i partner, così come la nostra capacità di scambiare competenze tra le autorità che operano nel dominio marittimo a vario livello». «Sono responsabilità a cui l’Italia non ha mai voluto sottrarsi». A buon intenditor.